È una terra che ti sussurra addosso un’energia antica e inestinguibile dal primo momento in cui la attraversi. Tra Togo e Benin, dove sabbia bianca, foreste, fiumi e oceano si incontrano, il vodun — poi diventato Voodoo nella versione creola — esiste da secoli come culto spirituale legato agli antenati, alla natura e al mondo invisibile.
Diffusosi attraverso la tratta degli schiavi fino ad Haiti, Cuba e Brazil, oggi continua a vivere lontano dagli stereotipi occidentali fatti di magia nera e superstizione.
Bruno Cattani entra in contatto con sacerdoti e capi villaggio per raccontare questa spiritualità ancestrale senza mostrarne direttamente i rituali. Le sue fotografie ritraggono persone, maschere e dettagli quotidiani che custodiscono la memoria di un mondo invisibile, dove i vivi dialogano ancora con gli spiriti e gli antenati.
Ad Aneho, dove il fiume incontra l’Atlantico, penso agli scatti di Cattani e a questa forza invisibile che resiste al tempo e ai tentativi dell’Occidente di deformarla. Qui la natura resiste. Qui resiste anche la memoria più antica del mondo.